Donne dietro l’obiettivo. Sei libri selezionati da Kublaiklan

Condividi:

Il fotogiornalismo non è un mestiere declinabile solo al maschile. Sono molte le donne che hanno fatto – e fanno – la storia del reportage, ma la loro visibilità rimane limitata. In occasione di questa settimana dedicata alle donne il collettivo Kublaiklan ha selezionato sei libri realizzati da fotogiornaliste: una panoramica che spazia dai volumi storici a quelli che rappresentano le nuove evoluzioni del genere. 

  • La prima proposta è un classico del genere: An American Exodus, pubblicato nel 1939. Gli scatti di Dorothea Lange, accompagnati dai testi di Paul Taylor, documentano la vita delle classi sociali disagiate ai tempi della Grande Depressione americana.
  • Nel 1978-79 la fotografa americana Susan Meiselas documenta la rivoluzione sandinista in Nicaragua, catturando immagini rimaste impresse nella memoria collettiva. Il lavoro viene trasposto in libro nel 1980: Nicaragua, June 1978 – July 1979, uno dei photobook più significativi del XX secolo.
  • Pubblicato nel 1992, Lee Miller’s War: Photographer and Correspondent with the Allies in Europe, 1944-45 raccoglie in via postuma le immagini scattate durante la Seconda Guerra Mondiale da Lee Miller. Prima modella e poi protagonista del surrealismo parigino, tra il 1939 ed il 1945 Miller entra a far parte del London War Correspondents Corp ed è una delle quattro donne accreditate come corrispondente dall’esercito degli Stati Uniti.
  • Genti di Dio di Monika Bulaj è un intreccio di immagini e parole che ci accompagna in un viaggio nel mondo sacro dell’Est Europa, tra il Baltico, il Mar Nero, Il Caspio e il Mediterraneo, fino alle frontiere della spiritualità orientale, in bilico fra cristianesimo, islam ed ebraismo.
  • In amore e in guerra di Lynsey Addario narra in chiave biografica gli ultimi vent’anni della vita della fotografa e fa emergere le difficoltà intrinseche al mestiere del fotografo di guerra, in particolare per quel che riguarda l’equilibrio tra vita familiare, amicizie e lavoro.
  • Per concludere, Centralia di Poulomi Basu affronta un conflitto poco conosciuto ma che si protrae da anni: quello tra il popolo indigeno e lo stato Indiano. Una serie di immagini di docu-fiction ci accompagna nelle profondità delle foreste dell’India centrale; il fine del lavoro è esplorare la spesso instabile relazione tra realtà e finzione e dimostrare come la nostra percezione della realtà e della verità possa essere facilmente manipolata. 

 

Kublaiklan è un collettivo curatoriale, nato nel 2017, che esplora nuovi modi di interagire con la fotografia attraverso installazioni site-specific e attività educative. Nel 2018 ha curato la mostra Daring&Youth di Yulia Krivich per il circuito OFF di Fotografia Europea, ricevendo la menzione speciale della giuria. La stessa mostra è stata poi esposta, in veste rinnovata, a Jest – spazio per la fotografia (Torino) nell’ottobre 2018. Per Photolux 2018 ha curato e prodotto la mostra Fantasia di Karim El Maktafi. Come tutor del progetto di formazione giovanile Speciale Diciottoventicinque di Fotografia Europea 2019, il collettivo ha inoltre curato la mostra finale Collaboration/Matter, parte del circuito ufficiale del festival. A giugno 2019 ha completato il progetto di ricerca e archiviazione Baci from Cortona commissionato da University of Georgia Cortona e Cortona On The Move, occupandosi anche della curatela del libro e della mostra conclusiva. Nell’estate 2019 ha vinto la Call For An Open Air Installation di Gibellina PhotoRoad presentando un’installazione site-specific per il lavoro di fontanesi.

Sito: http://www.kublaiklan.com/
Instagram: @kublaiklan
Facebook: https://www.facebook.com/kublaiklan/

Condividi: